A mia madre

A mia madre.

Madre!
Ombre mi avvolgono guidate dal passato,
due occhi bruni che ho tanto amato,
la treccia bianca che avvolge la sua spalla
che copre il suo pudore come una scialla,
due piccoli orecchini a ciondolar lucenti
due morbide labbra che parlano innocenti:
figlio, mi chiede l’immagine sorpresa
perché mi chiami ancora in tua difesa?
Io non sono più di questo mondo
non posso coccolarti in girotondo;
sei uomo anziano ormai figliolo mio
e superiore a me c’è padre iddio!
Nelle sue mani e nel cuor tuo io vivo
ricordati però, sei sempre l’amor mio.

Marcello Soro
04-10-2016

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