Er Gianicolo

Er Gianicolo
Eccoce qua su questo antico colle
‘do’ c’è er cannone senza le palle
che fa sentì pe’ Roma e tutt’intorno
un preciso botto sempre a mezzogiorno!
Appena ch’è finito er gran baccano
scatta drento la folla er battimano.
Ce rigiramo poi dall’altra parte
a guardà er tizio che se ne sta in disparte
sur monumento in groppa ad un cavallo
che svetta in alto sopra un piedistallo
che guarda un po’ severo er Cuppolone
pe’ aricordacce er sogno d’annessione
de quella Roma schiava der papato
che pure coi francesi era alleato.
Er sor Peppino grande in tutto er monno
era un bellomo e pure un giramonno,
tantè che prese moje in Uruguai
‘na brasiliana che nun lo lasciò mai,
fino a quer punto che ce lasciò la vita:
quell’eroina che se chiamava Anita.
Ma ritornamo a parlà der cavaliere,
quello gajardo e no quer canzoniere,
che fece tutto per riunì ‘sto Stato
ch’era a quei tempi troppo sezionato,
tra staterelli tutti de poco conto
che nell’Europa nun c’avea ‘n confronto.
E fu così che ar bivio te Teano
je diede ar re pure la mano,
ortre all’Italia delle Due Sicilie
che oggi fanno ancora le scintille
perché prima de lui staveno mejo,
cacciare er re borbone fu ‘no sbajo.
Comunque ripensanno ar Sor Peppino,
er gran maestro der massimo gradino
de li massoni der quer Grande Oriente,
‘n dove sai tutto ma nun sai mai niente
de li segreti loro, i muratori
che sono della Storia i creatori!
A sor Peppino, mo fammetelo dì
al re nun je dovevi da obbedì!
Marcello Soro.
06.11.2016

"Il famoso cannone di mezzogiorno al Gianicolo"

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